Vite di Luce – Gianfranco Della Rossa

In India, un portatore d’acqua aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso alle estremità di un palo che portava sulle spalle. Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l’altro vaso era perfetto. Alla fine della lunga camminata che l’uomo faceva dal ruscello verso casa, il vaso integro arrivava colmo di tutta l’acqua raccolta, mentre quello crepato ne conteneva ormai poca. Questo andò avanti per anni. Naturalmente, il vaso perfetto era ideale per il compito per cui era stato costruito e orgoglioso dei propri risultati; viceversa, il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, e si sentiva un miserabile fallito perché era in grado di compiere solo parte del suo compito, così un giorno decise di parlare al portatore d’acqua dicendogli: “Mi vergogno di me stesso, e voglio scusarmi con te. Sono stato in grado di fornire solo la metà del mio carico, perché a causa di questa crepa nel mio fianco tutta l’acqua se ne esce durante la strada fino a casa tua. A causa dei miei difetti, non ottieni pieno valore dai tuoi sforzi”. Il portatore d’acqua disse allora al vaso: “Hai notato che c’erano solo fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell’altro vaso? Ho sempre saputo del tuo difetto, e così ho piantato semi di fiori lungo il sentiero dal tuo lato e, ogni giorno, mentre tornavamo, tu li annaffiavi. Per anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la mia tavola e, senza il tuo essere semplicemente come sei, non ci sarebbero quelle bellezze ad abbellire la mia casa”.

Chi può dire se anche i vasi di Gianfranco, ci daranno un preziosissimo insegnamento morale come la favola indiana: apprezzare le cose per quello che sono accettandone le proprie unicità e facendole diventare il loro punto di forza.

Il Mercatino di Santa Massenza è proprio un luogo pieno d’arte, ma l’arte di Gianfranco è una delle più longeve, una delle più antiche forme che l’uomo ha conosciuto: la lavorazione della ceramica. Interessante risulta pensare a come sia evoluta questa forma artistica: nei tempi preistorici l’uomo utilizzava l’argilla per la produzione di utensili di prima necessità, ai giorni nostri la produzione della ceramica è associata anche ad un valore puramente artistico. Gianfranco si diletta nella produzione di quelli che sono prodotti unici, i suoi prodotti unici, generati dalla sua creatività unendo questa conoscenza umana antichissima ad una lavorazione particolare, dallo spirito zen, di origine giapponese: il raku. Dal connubio non può che risultare un prodotto dai caratteri univoci, esclusivi ed inconfondibili. Oggetti dalle forme insolite con un gusto che va dal primordiale all’avanguardismo, da colori originalissimi con trame dal marmoreo a particolarissimi effetti metallici e cangianti.

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